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"Quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi circa la possibilità di una mia candidatura nella Lista del Presidente è semplicemente impensabile. Non perché io sia lontana dalle modalità di concepire ed esercitare il potere che sono proprie del Presidente Vendola. Ma esclusivamente perché ho dato e voglio ancora dare un contributo importante alla costruzione del partito Democratico. Il progetto del partito Democratico è dentro il mio percorso politico. Chi pensa di considerare la mia storia estranea a quel progetto commette due errori. Primo: cade nel brutto vizio, proprio del massimalismo comunista che pensavo definitivamente superato, di immaginare il partito nuovo come una realtà monolitica, una "monade senza porte e senza finestre". Al contrario il partito democratico è un partito aperto alla cittadinanza; di più è il partito dei cittadini, di tutti coloro che fanno della democrazia non soltanto la bussola della loro azione ma il fondamento della loro identità politica. Secondo: rinnega la natura del Partito Democratico in quanto partito plurale. Il luogo dell`incontro di storie e culture diverse, legate però dal filo rosso della passione per il bene comune, la solidarietà, la giustizia. Una di queste storie e culture è quella del cattolicesimo democratico che da e sempre ispira la mia partecipazione alle vicende della politica. Chi pensa di costruire il partito Democratico emarginando questa storia e questa cultura si pone fuori dal partito nuovo, che è si un partito progressista ma non è l`ennesima riedizione del Partito Comunista."
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